IRAQ: SAKO (KIRKUK), "IN GIOCO IL PETROLIO". ANCORA ATTACCHI AI CRISTIANI (2)

In questa situazione, denuncia il vescovo caldeo "a Mossul, dopo la morte di mons. Rahho, prosegue la fuga dei cristiani verso il nord, Kirkuk e la Siria. I mujahidin hanno inviato una lettera alle famiglie cristiane chiedendo una tassa di protezione (jizia) di 10,000 dollari pena la distruzione dell’abitazione o la morte di un familiare". "Fortunatamente – aggiunge – ci sono anche tanti musulmani che hanno espresso indignazione per la tragica morte di mons. Rahho e apprezzamento per l’opera di riconciliazione e di dialogo portata avanti dalle comunità cristiane. I cristiani sono per l’Iraq un grande fattore di equilibrio e la morte di mons. Rahho è oggi uno stimolo per i fedeli a restare nel Paese, dove abitano ben prima dell’arrivo dei musulmani. Tuttavia le chiese e la comunità internazionale hanno il dovere di aiutare l’Iraq nella riconciliazione e i cristiani a sopravvivere". Non manca anche un monito alle truppe della coalizione presenti in Iraq: "se andranno via il Paese cadrà in una guerra civile senza fine. Esse possono far tornare tutto alla calma, aiutare la ricostruzione, la riconciliazione, creare lavoro e migliorare i servizi allontanando così l’idea, diffusa tra gli iracheni, che non vogliono adoperarsi per questi scopi". (dnr)