Oltre all’entrata in vigore dell’accordo "cieli aperti" riguardante le rotte da e verso gli Usa, il trasporto aereo comunitario subirà un’altra novità domenica 30 marzo: si tratta della soppressione dei controlli alle frontiere aeroportuali fra i 9 Stati che hanno aderito allo Spazio Schengen nel dicembre scorso e gli altri 15 che già vi facevano parte. Gli ultimi entrati sono: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Per il vicepresidente della Commissione Ue, Jacques Barrot, "l’abolizione dei controlli alle frontiere aeree segna la conclusione di un processo storico: la soppressione delle frontiere interne fra 24 paesi Ue". Duplice l’obiettivo: facilitare gli spostamenti dei cittadini comunitari senza diminuire i controlli per la sicurezza dei passeggeri. Da domenica sarà dunque possibile viaggiare da un paese all’altro, oltre che per terra e per mare, anche nei cieli, evitando file e attese, salvo i consueti controlli di identità ai check-in. La data di abolizione delle frontiere aeree è stata ritardata rispetto a quelle per terra e mare del dicembre 2007 "in modo da coincidere con il cambiamento semestrale degli orari dei voli".