Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana.
Giovanni Paolo il grande: sono passati tre anni dalla sua morte, un evento planetario partecipato in modo straordinario, che è ancora nella mente e nel cuore di milioni e milioni di persone. Benedetto XVI lo ha ricordato nella singolare relazione con la Divina Misericordia: "In effetti, il suo lungo e multiforme pontificato ha qui il suo nucleo centrale; tutta la sua missione a servizio della verità su Dio e sull’uomo e della pace nel mondo si riassume in quest’annuncio, come egli stesso ebbe a dire a Cracovia-Łagiewniki nel 2002, inaugurando il grande Santuario della Divina Misericordia: Al di fuori della misericordia di Dio non c’è nessun’altra fonte di speranza per gli esseri umani". Alla radice dell’eredità del grande Papa polacco c’è dunque questa realtà mistica, oggi sempre più evidente. La sua esperienza di Dio, la comunicazione che ne zampillava per tutti e prima di tutto proprio per i giovani è la radice della sua santità, che si unisce peraltro ad un virile senso della storia. Difficile dimenticare le sue parole, a braccio, all’Angelus del 16 marzo 2003: "Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: “Mai più la guerra!”, come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità. E quindi preghiera e penitenza!" In questa santità incarnata c’è la grandezza di Giovanni Paolo II, tra due secoli. L’immagine del grande giubileo del 2000, queste porte del secolo e del millennio aperte e chiuse, chiuse e aperte si staglia al centro del suo pontificato, così ricco di numeri da record. Chiude la serie dei grandi pontefici del ventesimo secolo, intorno all’opera di un Concilio Ecumenico Vaticano II che i suoi grandi predecessori da Pio XII a Paolo VI, attraverso Giovanni XXIII avevano preparato e celebrato. Nello stesso tempo apre alle grandi sfide del nuovo millennio, in particolare quella sull’uomo: la "questione antropologica" che già Paolo VI aveva intuito e il suo successore Benedetto XVI in questi primi anni di pontificato ha squadernato, istruito e sviluppato con adamantina chiarezza. Sono passati tre anni, con un processo di beatificazione in corso: la figura di Giovanni Paolo II da un lato è consegnata alla storia, dall’altro proprio lo sviluppo di riflessioni storiche, di ricerche sui molteplici aspetti del suo pontificato e della sua figura ne potranno sempre meglio fare risaltare il profondo radicamento nella storia della Chiesa e le grandi prospettive che ha sviluppato ed aperto: a Roma, in Italia, in Europa, a partire dalla sua Polonia, e in tutto il mondo.