Una lettera aperta rivolta alla comunità scientifica cinese sui recenti avvenimenti in Tibet, perché la Cina compia "scelte di apertura e di rispetto nei confronti delle diversità culturale": è stata stilata da alcuni docenti italiani del gruppo "Libertà e giustizia" dell’Università di Padova, insieme ad una petizione on line (www.legpv.it). Il mondo accademico italiano si mobilita a favore del Tibet rivolgendosi direttamente alla comunità scientifica cinese, per invitarli a persuadere il loro governo a "scegliere la strada della negoziazione e del rispetto dei diritti umani, come l’unica possibile per perseguire la risoluzione dei conflitti politici". "Per fermare il genocidio culturale in atto sono indispensabili il dialogo e la negoziazione", scrivono i firmatari dell’appello. La comunità scientifica cinese, con l’appoggio di quella internazionale, "potrebbe farsi promotrice di questo messaggio di pace". "Solo l’accettazione della diversità affermano – potrà garantire uno scambio scientifico proficuo basato sulla fiducia: non può esserci ricerca senza libertà e rispetto dell’identità". Nella lettera aperta si chiedono perciò alla Cina "immediati e credibili segnali di cambiamento in questa direzione, senza i quali finiranno con il prevalere ad ogni livello relazioni basate sulla diffidenza e la mancanza di rispetto".