TIBET: NUOVO APPELLO DI AMNESTY, "A CAUSA DELLE OLIMPIADI REPRESSIONE AUMENTATA" (2)” “” ” ” “

” “"Se non esprimeranno preoccupazione per quanto sta accadendo e non chiederanno pubblicamente un cambiamento – afferma l’organizzazione -, la loro rischierà di apparire una tacita accondiscendenza verso le violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Cina nella preparazione dei Giochi olimpici". Amnesty chiede, in concreto, alle autorità cinesi di: "consentire l’immediato ingresso in Tibet e nelle regioni limitrofe di ispettori delle Nazioni Unite e di altri osservatori indipendenti; porre fine agli arresti arbitrari, alle intimidazioni e alle minacce nei confronti degli attivisti; non applicare più forme punitive di detenzione amministrativa; consentire a tutti i giornalisti di operare in piena libertà in ogni parte della Cina; liberare tutti i prigionieri di coscienza; ridurre il numero dei reati per i quali è prevista la pena di morte, come primo passo verso la sua abolizione". Considerata la diffusione della tortura e degli altri maltrattamenti in Tibet, già documentata da molto tempo, Amnesty teme che i tibetani arrestati nelle ultime settimane rischino di subire pestaggi e altri abusi e di essere condannati a morte al termine di processi iniqui. L’organizzazione chiede alle autorità cinesi di rendere noti generalità, luogo di detenzione e status legale di ogni persona imprigionata e di rilasciare tutti coloro che sono stati arrestati solo per aver preso parte a proteste pacifiche.