OTTO MARZO: BOLOGNA, UN CONVEGNO SUL "CORPO VIOLATO" PER SUPERARE IL TRAUMA DELL’ABUSO

Se una ferita può essere lenita, curata, addirittura rimarginata, fino a lasciare solo una traccia nel segno di una cicatrice, nel caso dell’abuso "ciò che viene leso è il senso profondo di sé, le proprie fondamenta, il giudizio di sé davanti alla propria coscienza. Nell’abuso viene infranto quello specchio interiore che ci permette di sentirci noi stessi, di percepire il corpo e i pensieri in modo familiare". A spiegarlo è lo psicoterapeuta Maurizio Stupiggia, tra i protagonisti del convegno "Il corpo violato", in programma sabato prossimo, 8 marzo, a Bologna (ore 11, Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio); oltre a Stupiggia, al’incontro parteciperanno Elsa Antonioni della Casa delle Donne per non subire violenza, Raffaella Lamberti del Centro di documentazione delle Donne, e la semiologa Patrizia Violi. Al centro dei lavori – informano i promotori – l’utilità che la terapia psico-corporea può avere nel trattamento del trauma dell’abuso, che "produce un trauma relazionale tra sé e gli altri e una disconnessione tra le sensazioni corporee e gli stati cognitivi, che possono durare l’arco di tutta la vita". "Il ricordo è spezzato in due, la componente corporea e le rappresentazioni mentali – continua Stupiggia: "La speranza di guarigione non può che passare attraverso la ricomposizione di questa frattura", tenendo "in connessione la componente corporea e quella mentale".