San Leone Magno, ha proseguito Benedetto XVI, "fu sostenitore e promotore instancabile del primato romano, proponendosi come autentico erede dell’apostolo Pietro: di questo si mostrarono ben consapevoli i numerosi vescovi, in gran parte orientali", riuniti nel Concilio di Calcedonia del451, "traguardo sicuro" della "cristologia" dei tre Concili ecumenici precedenti:quello di Nicea del 325, quello di Costantinopoli del 351 e quello di Efeso del431. "San Leone Magno, con la lettera al Concilio di Efeso ha ricordato Benedetto XVI concludendo la catechesi dell’udienza a braccio ha dato un contributo essenziale" a tale cristologia, "e ha confermato con parole che valevano allora e che valgono per sempre quanto disse S. Pietro a Cesarea di Filippi: ‘Con Pietro e come Pietro, tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente, vero Dio e vero uomo’. Nella forza di questa fede cristologica, san Leone Magno è stato un grande portatore di pace e di amore". "Nella fede" cristologica, ha esortato il Santo Padre, "impariamo la carità, e diciamo: credo in Cristo vero Dio e vero uomo", per "realizzare questa fede ogni giorno nell’azione di pace e dell’amore verso il prossimo".