"Padre Nerses è stato per tutti un padre accogliente e un maestro spirituale", "un vero esempio per tutta la cristianità". Così il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Santa Sede, ha ricordato oggi mons. Nerses Der Nersessian, davanti alla sua tomba nel villaggio di Panik, durante la visita ufficiale in Armenia (4-6 marzo). Quando Giovanni Paolo II visitò il Paese, ha detto il card. Bertone, "parlò proprio di questo villaggio e disse: ‘Quando uomini dal cuore malvagio spararono alla croce del campanile di Panik, essi cercavano di offendere quel Dio in cui non credevano’". L’arcivescovo Nerses, morto un anno fa, era legato a Giovanni Paolo II "da profonda amicizia": "Con la sua cultura e la sua santità di vita ha proseguito il card. Bertone -, col suo spirito ecumenico e la sua lungimiranza rese possibile la ripresa pastorale della Chiesa Armena Cattolica, in piena armonia con la Chiesa Armena Apostolica. Un vero esempio per tutta la cristianità. In lui risplendevano le qualità specifiche della Congregazione Armena Mechitarista, vero ponte ecumenico fin dalle origini. Questa Congregazione è rimasta saldamente radicata nell’identità e nell’obbedienza cattolica ed egualmente impegnata a difendere l’ortodossia della tradizione armena e a promuoverne la cultura, in tempi di gravi difficoltà". Il card. Bertone ha auspicato che "tale atteggiamento possa perdurare nella sua integrità".