Secondo Tamburrino "per dialogare con la Cina non sono utili atteggiamenti perentori, perché i cinesi non sopportano forme ideologiche omnicomprensive, come può essere ai loro occhi la mentalità occidentale. Allora devono essere incalzandoti sui fatti, dove è più facile mostrare le loro contraddizioni". E ha citato un esempio: "Perché se vige la libertà di religione a volte i cattolici vengono arrestati?". La risposta: "Perché un diritto viene ritenuto tale finché non fa ombra al partito comunista: in quel momento diventa reato. Il problema vero è che tutta la società è organizzata avendo come centro di riferimento il partito". In ogni caso, durante i Giochi Olimpici, "la Cina avrà tutto l’interesse a far sì che niente possa disturbare l’evento, per dare prova al mondo del successo cinese". La Cina risulta, soprattutto sul web, "il Paese più controllato del mondo": "Di 65 cyberdissidenti detenuti nel mondo, 50 sono in Cina ha detto Toni Fontana, di Reporters sana frontieres -, e migliaia sono i siti chiusi". Amnesty "non propone un boicottaggio delle Olimpiadi ha precisato Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana . Chiediamo invece agli atleti di essere testimonial e ai giornalisti sportivi, che beneficeranno in quei giorni in una tregua della censura, di sfruttare questa libertà per essere anche attivisti dei diritti umani, in modo che lo sport non sia dissociato dalla realtà".