COMECE: MONS.VAN LUYN, IL CONTRIBUTO DELLA FEDE ALL’UE PER "USCIRE DALLA CRISI" (3)

Ribadendo che in Europa la crescita materiale si è accompagnata con "la scomparsa di senso" che "va di pari passo con la difficoltà di dare un nome al male", il presidente Comece ha affermato: "Non si può escludere la possibilità di trovare la chiave per superare la crisi nella rinascita dei sentimenti religiosi" di cui "molti segni sono la prova". In tale orizzonte "la politica in Europa e in particolare le istituzioni europee" sono chiamate "a rispettare l’essere umano nella sua dimensione religiosa e spirituale, ma anche a riconoscere l’importanza" di tale dimensione. La politica europea dovrà essere "una politica per l’essere umano nella sua interezza, la cui straordinaria dignità consiste principalmente nella capacità" di "aprirsi ad una dimensione superiore". Di qui la richiesta di "ascolto e sostegno" al contributo della religione e della fede, al cui riguardo "il dialogo previsto dal Trattato di Lisbona tra Ue e comunità religiose costituisce un segnale incoraggiante". Per mons. Van Luyn, si tratta "di riconoscere l’eredità religiosa dell’Europa" sottolineandone "la parte specificamente cristiana, senza tuttavia discriminare le altre religioni". Di fronte alla rinascita del religioso in Europa, "la maggiore sfida per la Chiesa consiste allora nel comunicare" che, "proprio nella religione, la libertà trova pienezza solo nella scelta dell’impegno" perché "nella vita politica e sociale, diritti e doveri da una parte, e libertà e responsabilità dall’altra, sono indissolubilmente legati".