COMECE: MONS.VAN LUYN, IL CONTRIBUTO DELLA FEDE ALL’UE PER "USCIRE DALLA CRISI"(2)

Secondo mons. Van Luyn, il vero problema tuttavia non è sapere "come" l’Ue funziona, ma piuttosto "perché" e "per quale obiettivo". Richiamando il "gruppo di esperti" creato dal Consiglio europeo nello scorso dicembre con l’incarico di redigere entro la primavera 2010 "un rapporto sull’essenza e la missione Ue per il decennio 2020-2030", il presidente Comece ha osservato che tale questione "è implicitamente metapolitica", cioè legata "al fondamento dei valori dell’azione politica stessa". Analizzando quindi la politica messa in atto di fronte alla minaccia terroristica o ai rischi del cambiamento climatico, mons. Van Luyn l’ha definita "giusta e responsabile" ma, ha ammonito, "una politica che si accontenta unicamente di reagire va contro lo spirito europeo, mentre la costante crescita del benessere materiale" di cui "beneficiano, tra l’altro, solo piccoli gruppi, non può, a lungo termine, essere il solo obiettivo della politica europea". Proprio nel tema della plenaria, secondo il presule, vi è la "risposta alla domanda sull’utilità dell’Ue nel XXI secolo"; una "formula abbreviata del bene comune europeo" che "non può realizzarsi se non nella ricerca di giustizia e attraverso la conseguente applicazione dei principi di solidarietà e sussidiarietà". (segue)” “