Si è aperto questa mattina a Viterbo il convegno “Custodire le radici, abitare il tempo”, organizzato dall’Azione cattolica italiana all’interno delle celebrazioni per i suoi 140 anni. All’inizio dei lavori, il presidente dell’associazione, Luigi Alici, ha espresso la sua gratitudine al vescovo di Viterbo, mons. Lorenzo Chiarinelli, all’Istituto “Paolo VI” e a tutta l’Ac per questo appuntamento. “Un percorso”, ha ricordato Alici, “iniziato a settembre a Castel San Pietro, luogo di origine di Giovanni Acquaderni, che ora prosegue a Viterbo, città natale di Mario Fani, l’altro fondatore dell’associazione, per terminare con l’assemblea nazionale e il pellegrinaggio in piazza San Pietro, domenica 4 maggio”. “Lo studio delle radici”, ha ricordato Alici, “è importante per andare avanti ed essere, come Azione cattolica, punto di riferimento per le giovani generazioni”. Il vescovo di Viterbo ha messo in luce il ruolo dell’associazione, “segno ed esperienza forte per la Chiesa italiana”. “Inoltre abbiamo bisogno di esplorare le radici perché sentiamo la vitalità del tronco”, ha continuato mons. Chiarinelli, ricordando la figura di Aldo Moro, formatosi nell’Ac e presidente nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci).