ALDO MORO: MARIA FIDA MORO, "RICORDARLO COM’ERA" È "UN DOVERE DI COSCIENZA"

C’è una "verità negata" su tutte, nel caso Moro. È "la verità della persona Aldo Moro, dell’uomo buono e giusto, gentile e probo, che egli era, del giurista raffinato, del grande statista, del docente universitario, del padre costituente, del presidente della Democrazia cristiana. Ed io scelgo ogni spazio pubblico per ricordarlo così". Lo ha ribadito ieri Maria Fida Moro in margine alla proiezione a Roma del film inchiesta "Moro, la verità negata" sullo statista assassinato con altri cinque uomini 30 anni fa. E ha aggiunto: "Moro è stato cancellato, non soltanto ucciso. Non chiedo giustizia, non ho speranza che le verità nascoste sul caso Moro vengano alla luce. Vorrei soltanto che fosse ricordato come era davvero. Un dovere che travalica opinioni politiche, cariche e incarichi, un dovere di coscienza" ha continuato Maria Fida Moro che é nata proprio durante i lavori della Costituente. Per ricordare il rispetto che Moro aveva per le persone, la figlia ha raccontato un aneddoto: "Una delegazione italiana in Africa incontrò un re, povero, capo di una tribù povera. Gli ambasciatori chiesero a Moro come dovessero rivolgersi a lui. Ed egli rispose, semplicemente: Maestà. È un re". E conclude: "Merita anche lui rispetto".