ECUMENISMO: WCC-COE, VISITA DI SOLIDARIETÀ IN SUDAN

Quattro delegazioni del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc-Coe) sono in questi giorni in Sudan per una visita di solidarietà al popolo e alle chiese del Paese. Guidate dal segretario generale, il pastore Samuel Kobia, stanno visitando la capitale Khartoum e le regioni del Darfur, di Rumbek e Yambio. E’ di ieri la notizia di un incontro a Juba con tutti i rappresentanti delle Chiese sudanesi, primi fra tutti le donne e i giovani. Secondo quanto riferisce il Wcc-Coe, "il Consiglio delle chiese del Sudan (Scc), per bocca del suo presidente, mons. Rudolph Deng Majak, ha espresso ringraziamenti per il sostegno morale della famiglia ecumenica che ci ha aiutato a sopportare i massacri e i traumi di questa guerra". L’accordo di pace globale del 2005 ha messo fine alla guerra tra il Nord ed il Sud del Paese ed ha creato un governo di unità nazionale. Un accordo che secondo Scc "costituisce la base di una pace giusta e durevole anche se non è stato ancora pienamente applicato". Chiaro il riferimento alla "ripartizione dei proventi della vendita del petrolio e alla trasparenza del lavoro delle commissioni preposte all’applicazione dell’accordo". Nell’incontro si è parlato anche di Darfur definito "una tragedia in sé" ma anche banco di prova dell’accordo globale. "Se non lo si risolve – hanno detto i rappresentanti sudanesi a Kobia – non ci sarà pace giusta".