Oltre alle ricadute economiche attese da Expo, Alberto Quadrio Curzio analizza il "successo politico bipartisan che ha portato alla scelta di Milano. Si è trattato di una operazione in cui gli italiani hanno operato come tali, mettendo da parte le consuete divisioni". L’economista della Cattolica ricorda poi "le molteplici competenze culturali e scientifiche concentrate a Milano che potrebbero essere messe in gioco in vista della esposizione e per lasciare segni duraturi, oltre il 2015, a Milano e nel paese". A tale proposito cita "la sperimentata intersezione tra ricerca e mondo produttivo, che ha contribuito a fare la storia economica lombarda"; "la ricca presenza del terzo settore, con la sede, proprio a Milano, dell’agenzia nazionale" del no profit; "il contributo che può giungere da una collaborazione stretta tra le sette università milanesi in vista dell’evento". Quadrio Curzio apprezza "il titolo generale dell’Expo, con tutti i possibili agganci che esso mostra su temi quali lo sviluppo, la tutela della salute, la promozione dell’agricoltura". Ricorda infine che il successo dell’Expo "dipenderà molto dalla qualità e dall’impegno dei soggetti istituzionali coinvolti".