Oggi, prosegue mons. Nycz, occorre chiedersi se "sappiamo concentrare in modo adeguato la nostra attenzione sui punti che erano importanti per il Papa, i momenti che egli ha sottolineato nel suo magistero, nei suoi pellegrinaggi non solo quelli in Polonia". "Sicuramente la Chiesa in Polonia ancora per molti anni deve studiare per assolvere quel compito… E penso che la beatificazione ci può aiutare". "Il compito fondamentale della Chiesa spiega ancora l’arcivescovo di Varsavia – è sempre lo stesso: proclamare al mondo la verità che Cristo è morto e risorto per la nostra salvezza", e che "ognuno deve portare la propria croce" mentre "l’uomo moderno cerca di dire ‘ questo non accadrà mai’". Ma proprio questo è ciò che "Giovanni Paolo II ci ha insegnato negli ultimi dieci anni", che "la nostra croce insieme alla croce di Cristo ha un senso". Pertanto, conclude il presule, "vogliamo che Papa Wojtyla rimanga insieme a noi". Non "su un piedistallo", ma "tra noi così com’era, come persona da imitare, come un santo in terra per noi che viviamo qui adesso".