GIOVANNI PAOLO II: MONS. NYCZ (VARSAVIA), "UN SANTO IN TERRA" NON "SU UN PIEDISTALLO"

"Il culto di Giovanni Paolo II cresce e si sviluppa anche attraverso numerose iniziative che hanno come scopo approfondire l’insegnamento del Pontefice. Ma cresce anche la devozione, la preghiera per l’intercessione del Papa". Tuttavia "la questione fondamentale è non fermarsi" al culto, bensì far seguire ad esso "fatti e azioni concrete; bisogna che siano continuate quelle opere che erano particolarmente care al Papa". Così l’arcivescovo di Varsavia, mons. Kazimierz Nycz, in un’intervista al Sir in occasione del terzo anniversario della morte di papa Wojtyla (2 aprile 2005). "Penso che Giovanni Paolo II – prosegue l’arcivescovo – fosse ben conscio di non proclamare il proprio magistero, bensì quello di Cristo. Non cercava di legare le persone a se stesso, bensì alla Chiesa e a Cristo". Un "pastore della nuova evangelizzazione", secondo il presule, da prendere a modello, in particolare per il suo rapporto con i giovani "verso i quali non aveva un atteggiamento moralizzatore ma neanche li trattava con condiscendenza. Il Papa ai giovani poneva delle esigenze chiare, e nonostante ciò loro accorrevano a lui". (segue)