"La Chiesa deve vivere in relazione permanente e responsabile con la società, relativizzando lo Stato". Lo ha detto mons. Jorge Ortiga, riconfermato presidente dei vescovi portoghesi (Cep) per il triennio 2008-2011, aprendo i lavori della 168° Assemblea Plenaria della Conferenza episcopale portoghese, in svolgimento a Fatima dal 31 marzo al 4 aprile. "Uno Stato può proteggere od ostacolare la libera espressione del pensiero in modo evidente o mascherato. tutti sappiamo ciò che possiamo sperare da un’autorità legittimamente costituita: che favorisca la libertà di culto e coscienza e, al tempo stesso, offra tutte le condizioni affinché questa possa essere esercitata in uno spirito d’uguaglianza e tolleranza". Invece per "una singolare contraddizione" da un lato si verifica "la tolleranza ideologica di una società pluralista, dove tutte le posizioni culturali, ideologiche ed etiche devono essere considerate legittime e degne di considerazione", dall’altro, si assiste "ad un’inconcepibile esclusione della presenza cattolica dagli ambienti politici e pubblici". "I cattolici – ha osservato mons. Ortiga – non possono accettare di essere esclusi da un processo di umanizzazione integrale, e la Chiesa non potrà mai prescindere dal dare il proprio contributo alla costruzione di una società più giusta".