“Una società aperta e una democrazia matura ha dichiarato mons. Mattiazzo dovrebbero far posto a tutte le voci nello spazio pubblico”, a patto che queste sappiano proporre “argomenti validi, fondati su basi rigorose e serie”. Questo è un impegno anche per la Chiesa, la quale può dimostrare attraverso i suoi organi d’informazione che “la fede non è fideismo”. “Un grande compito dei mass media ha precisato è saper illuminare sulle grandi sfide di oggi”: questo è un imperativo a cui oggi occorre dare risposta, in particolare da parte dei settimanali dicoesani, chiamati a “saper accompagnare l’evoluzione storica e cogliere i segni dei tempi” e ad essere “radicati nella vita della gente”, sapendo “coniugare il particolare con l’universale”. In tal senso, ha concluso l’arcivescovo, la “Difesa” è impegnata a “elevare piuttosto che abbassare, costruire piuttosto che demolire, unire piuttosto che dividere”.” “