MINORI E MEDIA: CSSM, "IL CELLULARE NON È UN GIOCATTOLO"

"Il cellulare non è un giocattolo e, se anche lo fosse, è necessario sempre leggere prima le istruzioni per l’uso". Ad affermarlo è Isabella Poli, direttore scientifico del Centro Studi Minori e Media (Cssm), riferendosi al recente caso di cronaca che ha visto coinvolti quasi un centinaio di minori adescati da un pedofilo attraverso il cellulare. "Dalla nostra recentissima ricerca su minori e telefonia mobile – continua Poli – condotta in scuole elementari, medie e superiori di 20 città e di 10 regioni italiane su un campione di circa 2000 studenti ed altrettanti genitori, è emerso che quasi mai i genitori sono a conoscenza che, all’acquisto di un cellulare e relativa carta Sim, i servizi a sovrapprezzo ed a contenuto sensibile, cioè erotico sessuale, sono già attivi e che possono essere inibiti solo se il genitore provvede a disattivarli". Il cellulare, come qualsiasi altro mezzo di comunicazione, è uno strumento, ma solo se se conoscono i rischi, oltre alle potenzialità, se ne può fare un uso responsabile: nel 2006 il Centro Studi Minori e Media ha svolto la prima indagine italiana sui videogiochi, che come la più recente sui cellulari, ha confermato il "digital divide" tra i bambini ed i loro genitori. Quanto alle aule scolastiche, il Centro da tempo propone che la "media education" sia inserita come materia curricolare nel piano formativo delle scuole elementari e medie.” ” ” “