Ai timori espressi dai cittadini europei sull’occupazione, i sistemi di previdenza e i modelli sociali, tenta di rispondere lo studio intitolato "Is social Europe fit for globalisation?" (L’Europa sociale è pronta per la globalizzazione?) sostenendo che "essi sono ampiamente infondati". Secondo la ricerca prodotta dal Centro per gli studi politici europei per conto della Commissione, sotto la direzione di Iain Begg della London School of Economics, "alcune delle economie più floride nell’Europa settentrionale coniugano elevati tassi di occupazione con un grado di equità dei redditi molto più alto che in alte parti del mondo, conservando nel contempo un settore pubblico importante ed efficiente". Nessuna relazione apparente, inoltre, sulla "corrosione" dei sistemi di welfare da parte delle più recenti dinamiche economiche. La spesa media per la protezione sociale nell’Ue è pari al 27-28% dei Pil nazionali, anche se i livelli di efficienza variano da paese a paese. Lo studio conferma però la necessità di modernizzare alcune politiche sociali, di investire nelle risorse umane, di attrezzare l’economia a fare i conti con l’invecchiamento della popolazione e "le nuove fonti di competitività".