” “"Esprimo il mio dolore per l’ennesima tragedia sul luogo di lavoro che ancora una volta ha colpito questa nostra città, mentre rivolgo la preghiera al Signore per Umberto Aloe che ha speso la vita lavorando, stringendomi con tutto l’affetto ai suoi familiari per il vuoto che improvvisamente si è creato nel loro cuore e nella loro vita". Con queste parole mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, commenta l’ennesimo incidente mortale sul lavoro, che ieri ha provocato la morte di un operaio di 59 nello stabilimento dell’Ast di Terni. "Purtroppo questa catena di morte sembra non arrestarsi", lamenta il presule, che chiede "non solo di non rassegnarsi a questo inferno, ma di sovrabbondare nelle misure preventive legislative e di cultura circa il lavoro. In cima alle nostre preoccupazioni deve esserci il rispetto per ogni persona e la dignità di ogni lavoratore". In particolare, conclude Paglia, "c’è bisogno e con urgenza di una nuova cultura del lavoro che coinvolga noi tutti per spezzare questa infernale catena. Ogni ritardo, ogni leggerezza, ogni rassegnazione ci rende complici della morte".