"Sulle orme dei predecessori (Paolo VI e Giovanni Paolo II, ndr.) Benedetto XVI si reca per la prima volta da Pontefice negli Stati Uniti d’America sottolinea l’Osservatore romano – per annunciare la grande verità di Gesù Cristo ‘speranza per gli uomini e le donne di ogni lingua, razza, cultura e condizione sociale’". Due le tappe del viaggio: Washington e New York. Nelle due diverse dimensioni di questo viaggio, da un lato, l’incontro con la comunità ecclesiale statunitense e, dall’altro, quello con le nazioni e i popoli rappresentati all’Onu, "appare evidente – si legge sull’Osservatore romano – il filo conduttore della speranza": "Nel cuore dell’istituzione che rappresenta i popoli e le attese degli ultimi il Papa intende farsi voce di quanti non ne hanno, indicando, attraverso il dialogo, nuovi traguardi di libertà, di convivenza pacifica e di solidarietà". Al centro del viaggio "c’è la verità del Vangelo da riproporre anzitutto alla comunità cattolica locale, chiamata ad essere confermata e rinnovata nella fede; ma anche alle società e alle culture di tutti i Paesi rappresentati all’Onu". Il Papa, conclude l’Osservatore romano, "si presenta come testimone della fiducia nell’uomo e nella ragione. Il suo è un invito a non arrendersi rivolto alla società moderna minacciata da sfide e problemi che incombono sul proprio futuro".