Per Doldi è necessario aiutare la donna che chiede di abortire "a superare le difficoltà del momento e a garantire un futuro per il figlio", e occorre "adoperarsi anche sul piano culturale, così da riappropriarsi dei veri diritti". "Ci sono momenti nella storia osserva -, nei quali i problemi si condensano e prendono uno spessore preoccupante", in particolare "quando cresce e si fa più profondo e pieno di minacce il vuoto di umanità". "Davanti alle risoluzioni europee ciò che preoccupa di più sottolinea il teologo – non sono gli aspetti secondari o marginali, ma la verità dell’uomo, la sua dignità, la sua libertà e il rispetto dovuto alle persone individualmente assunte e ai popoli. Soprattutto è in gioco la coerenza nella proclamazione e difesa dei diritti fondamentali e, primo fra tutti, il diritto alla vita". "L’attuale cultura antisolidaristica affonda le radici in un terreno di diffusa incertezza morale, che attenua i valori e le responsabilità soggettive" e ciò spiega, almeno in parte, "come il valore della vita possa subire una specie di eclissi". Eppure, conclude Doldi, "la coscienza, quella non spenta dalle ideologie, continua ad additarlo quale valore sacro e intangibile. L’aborto resta un’eccezione, non la regola. Un’eccezione dettata da problemi reali, che chiedono attenta considerazione".