I problemi ecologici, secondo il segretario della Cei, "riguardano la natura e il cosmo, ma sono sempre problemi dell’uomo e del modo con cui egli vive nella società. Il problema dunque non è quello di tutelare l’habitat degli esseri viventi (ecologia fisica), ma quello di rendere più dignitosa l’esistenza di tutte le creature, prima fra tutte l’uomo (ecologia umana)". In questo senso, "l’acuirsi delle diseguaglianze tra ricchi e poveri, l’approfondirsi del solco fra i popoli della fame e i popoli dell’opulenza, è ha affermato mons. Betori – una questione che riguarda direttamente la salvaguardia del creato. Non solo perché rende più crudo il dramma della spirale di violenza tra intere nazioni, ma anche perché esprime quella radice perversa latente in ogni situazione di ingiustizia, il dominio dell’uomo sull’uomo: lo stesso dominio perpetrato sulla natura e sul cosmo dentro tutte le forme della manipolazione consentita oggigiorno dalla massiccia utilizzazione della tecnologia". Dunque, le tre questioni vitali del vissuto umano e di ogni convivenza civile, e cioè "la questione ambientale", "i conflitti sociali" e "la dignità/libertà della persona umana", sono "i tre fondamenti su cui si costruisce una ecologia umana, l’affascinante avventura cioè di fa sorgere un habitat ospitale, un oikos abitabile, una casa degna della vita umana in quanto vita della persona".