"Chiara va annoverata a pieno titolo nell’albo delle grandi donne cristiane del XX secolo che hanno lasciato tracce profonde nella vita della Chiesa e del mondo. Figure come Edith Stein e Madre Teresa di Calcutta". Così il card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha ricordato la figura di Chiara Lubich, nell’omelia per la messa del trigesimo, da lui presieduta nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma. "Donne di altissima spiritualità ha proseguito il porporato n- e nelle quali il ‘genio femminile’, acuta espressione di Giovanni Paolo II, si è manifestato con una forza e una bellezza possenti; donne che hanno fatto l’esperienza di un incontro intenso e profondo con Dio e che l’hanno saputo dire in modo persuasivo ai loro contemporanei". Secondo Rylto, "Chiara attingeva forza dal suo amore appassionato alla Chiesa, al Papa, ai vescovi dei quali si fidava senza riserve perché in loro vedeva la grazia più sicura del cammino che aveva intrapreso. Questa fiducia assoluta non l’abbandonerà mai, neppure nei momenti in cui il futuro dell’Opera si profilava assai incerto. E la sua filiale obbedienza alla Chiesa non ha mancato di portare frutti", tanto che dall’Opera Di Maria è nata "una generazione nuova di uomini e donne, giovani, famiglie, sacerdoti, tutti innamorati dell’amore di Dio, ‘apostoli del dialogo’ come li ha definiti Giovanni Paolo II". ” ” ” “