"Ha avuto il merito di riproporre i giovani all’attenzione del mondo e non solo della Chiesa, valorizzando tutte le loro potenzialità senza sottovalutarne le problematiche". Don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale della Cei per la pastorale giovanile (Snpg) tratteggia il ricordo di Giovanni Paolo II, "l’inventore delle Gmg", a tre anni dalla sua morte. "Ha saputo parlare ai giovani nel loro linguaggio dichiara al Sir esortandoli ad uscire dalle loro terre, ad andare. Lui li invitava e i giovani rispondevano ed è stato così fino all’ultimo quando, alla sua morte, piazza san Pietro traboccava di giovani che pregavano e che erano venuti a salutarlo per l’ultima volta. Le loro grida che scandivano il suo nome ‘Giovanni Paolo’ entravano sin dentro la residenza papale". "L’attenzione ai giovani aggiunge don Anselmi – era legata alla convinzione che essi sono il futuro del mondo e della Chiesa. Giovanni Paolo II ha avuto il grande merito di ricordare al mondo che non può fare a meno dei giovani e della loro capacità positiva di trasmettere gioia e pace". (dnr)