Diminuire la distanza tra istituzioni Ue e cittadini; accrescere la partecipazione degli stessi cittadini al processo decisionale dell’Unione. La Commissione rilancia in questa duplice direzione il Piano D (democrazia, dialogo e dibattito) con il progetto Debate Europe, entrambi formulati dopo i fallimenti dei referendum costituzionali in Francia e Paesi Bassi nel 2005. L’Esecutivo ha presentato oggi a Bruxelles una comunicazione intitolata "Debate Europe Valorizzare l’esperienza del Piano D", prospettando "un insieme di azioni future volte a promuovere tra i cittadini di ogni ceto sociale un dibattito ampio e permanente sul futuro dell’Unione". Margot Wallstrom, vicepresidente e responsabile per la strategia della comunicazione, afferma: "Le politiche comunitarie si ripercuotono sulla vita di ciascuno, si tratti ad esempio di regolamenti sul roaming di telefonia mobile o della libera circolazione di merci e persone". Tali politiche devono "quindi essere radicate nelle politiche nazionali e nel dibattito pubblico quotidiano". "Esse devono essere discusse e dibattute in municipio, nelle assemblee regionali, nei parlamenti nazionali, nelle trasmissioni televisive o su internet". (segue)