"I veri cambiamenti sociali e culturali si fanno con l’impegno umile, quotidiano e generoso di molti. Liberarsi in Sicilia dalla mafia e dalla sua criminale ed astuta infiltrazione in alcuni settori della vita pubblica ed economica è uno dei principali cambiamenti da realizzare". Comincia così l’appello alla "collaborazione" rivolto ai siciliani e alle siciliane dalla Fondazione San Vito Onlus, costituita nel 2001 dal vescovo della diocesi di Mazara del Vallo con lo scopo di "promuovere e gestire, di concerto e su indicazione della Caritas diocesana, progetti ed iniziative di solidarietà ed utilità sociale". "Nel 2003 ricorda il presidente, don Francesco Fiorino – la nostra Fondazione ha iniziato a gestire beni confiscati alla mafia per il loro riutilizzo sociale". In uno di questi beni, a Salemi (Trapani), la Fondazione sta realizzando un progetto di turismo rurale che, "oltre a consentire l’inserimento lavorativo di alcune persone del luogo, contribuirà anche allo sviluppo socio-economico del territorio". Di qui la richiesta di un contributo finanziario "per partecipare alla copertura della spesa", per permettere di portare a termine l’opera entro la metà di maggio, come previsto. "Unitevi a noi", la proposta della Fondazione, per superare la "rassegnazione" e riscattarsi dalla "criminale schiavitù sociale a cui sono sottoposte da decenni intere generazioni".