"I temi in cui gli studenti della scuola media di Miano esaltano la protezione della camorra non sono uno choc, al di là dell’enfasi che possono dare i media; piuttosto, sono lo specchio dei discorsi che questi ragazzi sentono in famiglia e in un ambiente in cui si percepisce che la protezione viene offerta dai camorristi". È l’opinione di padre Domenico Pizzuti, sociologo gesuita, esperto di questioni di legalità. "Non possiamo neanche escludere prosegue il religioso – che i temi riflettano un atteggiamento da ‘sbruffonata’. Ci vuole cautela, quindi, nell’analizzare il fenomeno". In effetti, "come dice una sociologa inglese, da un po’ di tempo si vede il declino sul territorio della Chiesa e delle istituzioni pubbliche, dei partiti, dei sindacati. Allora – sottolinea padre Pizzuti – in certi quartieri quando la gente ha bisogno di protezione, a chi si rivolge? Sul territorio, mentre lo Stato non riesce a essere presente, ci sono tanti piccoli poteri locali, tra cui c’è quella del camorrista, di colui che ha amicizie, del consigliere della circoscrizione, cui la gente ricorre per risolvere i problemi". (segue)