"Le strutture socio-sanitarie cattoliche in Italia sono sottoposte oggi a una sfida impegnativa e per certi aspetti decisiva per il loro futuro. Le dimensioni di questa sfida sono ampie e vanno dai cambiamenti demografici alle problematiche sociali ed economiche, alla secolarizzazione della cultura". Lo scrive don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, in un articolo a sua firma sull’Osservatore romano, in uscita stasera. "L’introduzione dell’aziendalizzazione in sanità e le modifiche alla spesa sociale hanno profondamente modificato il mondo della cura in Italia", rileva don Manto, ma "la dignità della persona ammalata deve rimanere al centro del processo di cura; il grado di soddisfazione dei pazienti nei confronti dell’assistenza sanitaria, infatti, non dipende solo dalla maggiore o minore quantità di risorse erogate". Esso, osserva, "è funzione anche di altri fattori, quali il calore umano, l’attenzione ai bisogni profondi della persona, l’equità e la facilità dell’accesso ai servizi". La tradizione cristiana, incentrata sul binomio sussidiarietà-solidarietà e sulla famiglia, conclude don Manto, "può ispirare nelle istituzioni sanitarie cattoliche soluzioni nuove per evitare sia l’assistenzialismo utopico, sia la chiusura in un tecnicismo sanitario, burocratico ed economico".