I computer di "One Laptop per Child" sono in produzione dal novembre 2007. "Ne sono stati ordinati 500mila finora spiegano i portavoce della ong -. La metà sono già realizzati e 125mila sono operativi, soprattutto in Sud America. Le richieste aumentano. Ma a questo punto occorre che nuovi donatori, oltre all’Onu e ai primi sponsor, si aggiungano e rendano possibile questo sogno". La sede di Bruxelles servirà per sensibilizzare l’Ue, gli Stati membri, "e per coinvolgere i ministeri dell’istruzione e le aziende private". Il pc "ha l’aspetto di un giocattolo, per renderlo più simpatico ai bambini. Ha una voce guida tradotta in 12 lingue e ha tre funzioni principali: può essere utilizzato come computer, per studiare, disegnare, giocare, ascoltare musica. Si può connettere a pc dello stesso tipo in modo da essere usato a scuola. E può collegarsi a internet". "Si tratta di una grande operazione culturale e sociale spiega Deva -. Con questo piccolo strumento potremmo aiutare milioni di bambini a crescere, a sviluppare le proprie capacità e a conoscere il resto del mondo. Per Cina e India la crescita economica è stata possibile grazie a una crescita culturale. Perché non tentare anche con i paesi poveri?".