Testo ritenuto di difficile lettura ma considerato dalla maggioranza della popolazione interessante. Poco letto ed utilizzato per la preghiera personale, ma presente nelle case. E’ la Bibbia, al centro di un’indagine condotta da Gfk Eurisko, presentata in sala stampa vaticana e patrocinata dalla Federazione biblica cattolica, in vista del Sinodo dei vescovi che si terrà nel mese di ottobre e verterà sul tema della "Parola di Dio" nella vita della Chiesa. L’indagine è stata condotta in 8 Paesi Europei (Regno Unito, Germania, Olanda, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Italia) e negli Stati Uniti per "valutare il rapporto della popolazione adulta con le Scritture". E’ stato preso in esame un campione rappresentativo ed ecumenico (cattolici, protestanti e ortodossi). Riguardo alla frequenza di lettura, dall’indagine emerge che negli ultimi 12 mesi ha letto almeno un brano della Bibbia il 20% della popolazione spagnola, il 27% degli italiani e il 36% degli inglesi. La percentuale si alza per i polacchi (38%) e per i russi (35%) fino a raggiungere la punta del 75% degli americani. Solo negli Stati Uniti la lettura della Bibbia è la forma di comunicazione religiosa preferita. Il 30% dei tedeschi, il 31% degli italiani e il 34% dei polacchi preferiscono l’omelia mentre in UK, Olanda, Russia, Spagna e Francia prevale la fruizione in Tv di una trasmissione religiosa. (segue)