CHIESA E MEDIA: MARAZZITI, "PARTIRE DAL PUNTO DI VISTA DELL’ALTRO"

"C’è un unico modo di comunicare, quando c’è troppa distanza nella controversia tra l’uno e l’altro: va preso per normale il punto di partenza dell’altro". A lanciare la provocazione è stato Mario Marazziti, responsabile della comunicazione della Comunità di Sant’Egidio, intervenendo oggi al 6° Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce. Per cercare di risolvere positivamente le controversie, ha detto il relatore citando il caso dei negoziati di pace in Mozambico e del progetto "Dream" promosso da Sant’Egidio per sconfiggere la piaga dell’Aids in Africa, occorre creare una sorta di "banca dati dei problemi concreti che non hanno ancora una risposta, e da lì provare ad inventare soluzioni", a partire da "dati di verità" come "storie, persone, numeri, difficili da contraddire". Per quanto riguarda il progetto "Dream", partito nel 2002 in Mozambico e ora presente in 10 paesi africani , "abbiamo dovuto dimostrare – ha raccontato Marazziti – che i costi sono compatibili e che l’efficacia della terapia rende possibile anche la prevenzione. Oggi la comunità internazionale ritiene la terapia contro l’Aids una delle priorità dell’Africa". Tutto ciò, ha concluso il relatore, "perché siamo riusciti a spostare il dibattito da ‘condom o no condom’ al diritto umano ad avere la terapia e il diritto inumano a non averla".