"Si nota una crescita della presenza della Chiesa nei media e un rinnovato interesse per la sfera religiosa": è uno dei dati emersi nell’incontro annuale del Ceem attraverso la presentazione da parte dei vescovi responsabili di gruppi linguistici regionali europei delle attività svolte nell’ultimo anno. In effetti, non mancano "situazioni problematiche". Tra le altre, "la revisione delle modalità di accesso al servizio radiotelevisivo pubblico". Infatti, in diversi paesi alcune recenti disposizioni europee e la presenza di nuove religioni, portano a ripensare la presenza di trasmissioni cattoliche nel servizio pubblico. Non solo: si è registrata anche "la banalizzazione di alcuni eventi liturgici di rilevanza nazionale ed internazionale". C’è, poi, "la strumentalizzazione della Chiesa a fini politici soprattutto nei dibattiti che toccano temi etici"; "la riduzione della Chiesa solo ad istituzione interessata a difendere i propri interessi"; "una visione della religione come fatto problematico per la convivenza soprattutto dopo gli attentati terroristici di New York e Londra". Perciò, "è necessario diffondere un’immagine della Chiesa basata sulla testimonianza dei suoi fedeli e la presentazione del messaggio cristiano. Oggi sono richiesti coerenza e autenticità", soprattutto anche perché "i giovani sono molto interessati alla religione e agli stili di vita che essa veicola".