"Le pagine meglio riuscite sono quelle dedicate alle tante iniziative della Chiesa, ai cappellani delle carceri, alle parrocchie, alle associazioni religiose e laicali che hanno cercato di capire quanto stava avvenendo, aiutando i terroristi a ‘tornare ad essere uomini’, come diceva Bachelet". Questo il commento di Giancarlo Caselli, curatore della prefazione del libro di Annachiara Valle. I brigatisti "cercarono di distruggere alle fondamenta lo Stato democratico provocandolo a mostrare il volto nascosto, repressivo e spietato", per questo "colpirono i più buoni, i più moderati, quelli che erano i democratici più credibili", ha detto il procuratore. Le istituzioni, invece "non sono cadute nella trappola, il processo democratico è stato ineccepibile", ha continuato Caselli, rievocando il processo di Torino ai capi delle Brigate rosse, "ineccepibile sul piano delle regole democratiche". "Fu l’inizio della decadenza del terrorismo, perché fu l’inizio del suo isolamento. La gente cominciò a capire che era un pericolo per tutti, non soltanto per qualche uomo di Stato, e alcuni dei brigatisti cominciarono a capire di non essere avanguardie di una rivoluzione inevitabile, ma solo avanguardie di se stessi".