"Se lo Stato paternalistico si occupa di questioni etiche, se lo fa solo per combinare interessi, e se l’etica che lo Stato impone per legge è senza Dio o senza verità, gli interventi dello Stato paternalistico sulla famiglia diventano inevitabilmente interventi contro la famiglia". Lo ha detto il senatore Marcello Pera, intervenuto oggi all’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia, in corso in Vaticano fino al 5 aprile. "L’etica dello Stato mette a rischio l’etica della famiglia", ha ammonito il relatore, secondo il quale i mali dello Stato si chiamano oggi "relativismo" e "crisi del liberalismo e della democrazia". In particolare, Per ha messo in guardia dalla tendenza attuale a "mettere tutto ai voti, compresa la famiglia", a partire dall’idea che "i vari tipi di famiglia sono tutti leciti perché tutti hanno lo stesso valore relativo". Permissivismo, multiculturalismo, laicismo sono secondo il senatore tutte "conseguenze" del dilagare del relativismo "nelle piazze", che produce effetti negativi in termini di "coesione, solidarietà e senso di appartenenza comune". Due, ha affermato Pera, le "crisi" che la famiglia attualmente sta attraversando: "la prima è una crisi materiale, che deriva dalla difficoltà di sposarsi, di trovare un alloggio, la tendenza a fare pochi figli, i nuovi ruoli della donna, le separazioni, i divorzi". (segue)