"Il nostro impegno è per tutti, senza discriminazioni religiose o culturali", ha detto, in conferenza stampa, padre Frank Monks. "La religione cattolica è tra tutte la più altruista e solidale, si dedica alla persona umana con cura totale e globale", ha continuato padre Monks. "Serve, però, più coordinazione tra i di diversi istituti, per superare la frammentazione e svolgere insieme una importante azione di advocacy presso le autorità internazionali, per la prevenzione dall’Aids e nell’assistenza ai malati, non con interventi spot, ma con progetti articolati di lungo periodo". Ha detto al Sir suor Dorina Todiello: "Abbiamo bisogno di trovare una voce unitaria, per creare una rete, di collaborazione e di cambio di esperienze, e per acquisire maggiore visibilità presso le agenzie internazionali e poter accedere in modo più efficace ai fondi". L’assistenza ai malati di Aids "non è solo una questione medica", ha detto suor Todiello. "Richiede un approccio globale alla persona, sotto l’aspetto spirituale, economico, affettivo, familiare". Servono, cioè, "competenze specifiche diverse". Per suor Todiello, nei Paesi in via di sviluppo, che più "vivono la piaga dell’Aids", "molti interventi" degli organismi internazionali sono visti come "caduti dall’alto" e "a breve termine". La maggior parte dei fondi è "assorbito dalla corruzione". E "la gente non ha fiducia nelle istituzioni pubbliche". (segue)” ” ” “