"Abbiamo bisogno ha detto suor Todiello – di trovare una voce unitaria, per creare una rete, di collaborazione e di cambio di esperienze, e per acquisire maggiore visibilità presso le agenzie internazionali e poter accedere in modo più efficace ai fondi". Tra i problemi, quello dei "bambini orfani di malati di Aids, che rischiano di diventare a loro volta persone malate se abbandonate alla solitudine". Secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all’Aids (Unaids), infatti, solo nell’Africa Subsahariana sono 12milioni i minori orfani per questa pandemia. E "cresce il numero delle donne colpite dal virus". E dunque, continua suor Todiello, "l’approccio settoriale ad un così grave problema non è una soluzione". La "prevenzione" e l’"educazione" sono la prima "preoccupazione dei tanti religiosi impegnati nella lotta all’Aids". "Si tratta di un impegno continuo ha detto al Sir suor Maria Martinelli , di educazione sanitaria e sessuale, per prevenire l’uso di alcolici e lo scambio di aghi, una sessualità precoce e irresponsabile" Si tratta, cioè, di "una educazione alla cultura della vita e alla dignità della persona". ” ” ” ” ” “