RIFUGIATI: CARITAS ROMA, "IN FUGA DA TORTURE E VIOLENZE". LA CURA DELLE "FERITE INVISIBILI"

Tra i rifugiati migranti il 25% ha subito torture e l’80% è stato esposto a traumi migratori, quali assistere ad un omicidio, ricevere minacce per la vita, essere separati dai familiari. Chi porta dentro di sé queste "ferite invisibili" – disagi psichici e traumi nascosti- manifesta depressione, ansia, somatizzazioni e disturbi post-traumatici. Sono alcuni dei dati emersi oggi a Roma durante il seminario "Ferite invisibili. Uno sguardo alle persone con disagi e traumi nascosti", promosso dalla Caritas di Roma e rivolto soprattutto agli operatori. Dal 2002 l’organismo pastorale della diocesi di Roma porta avanti, infatti, un progetto per la cura di queste "ferite invisibili", esiti di conflitti bellici ed episodi di violenza sulla psiche di donne, uomini e bambini di tutto il mondo. Tramite il Poliambulatorio Caritas di via Marsala (zona stazione Termini), e una rete sociale e sanitaria, i pazienti vengono presi in cura da psicoterapeuti ed operatori, in collegamento con le case-famiglia e i mediatori culturali. In parallelo viene condotto un lavoro di monitoraggio e ricerca. Da una indagine condotta su un campione di 96 soggetti di età media intorno ai 40 anni, ad esempio, è risultato che hanno vissuto in media 1,6 eventi traumatici. Il 41,7% soffre di depressione, il 35,4% di ansia, il 34,4% di somatizzazioni, il 14,6 di disturbo post-traumatico da stress. (segue)