L’insegnamento della religione cattolica "è un servizio educativo", perché "contribuisce in modo essenziale a fa sì che l’educazione scolastica introduca progressivamente gli alunni nella realtà, la quale comprende intrinsecamente anche la dimensione religiosa". A ribadirlo è stato Delio Vicentini, responsabile del coordinamento pedagogico della Fism (Federazione italiana scuole materne), intervenuto al Convegno nazionale della Fism svoltosi nei giorni scorsi a Reggio Emilia, sul tema: "La dimensione religiosa dell’educazione del bambino nella scuola dell’infanzia di ispirazione cristiana". "In quanto insegnamento culturale", ha proseguito il relatore, l’ora di religione si svolge "nel quadro delle finalità della scuola", è inserita nelle indicazioni nazionali per il curricolo ed è "offerta a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa di ciascuno e nel rispetto della libertà di coscienza degli alunni, distinto e complementare alla catechesi". Nel corso del convegno, cui hanno partecipato circa 220 persone, si è fatta tra l’altro una verifica della situazione attuale, a tre anni dalla pubblicazione del sussidio pastorale "Irc e scuola cattolica", pubblicato nel 2004 dal Centro studi scuola cattolica, e della nota della Fism "L’Irc nelle scuole dell’infanzia di ispirazione cristiana", diffusa tra le scuole federate nel 2005.