Dopo la presa di posizione a favore dell’obiezione di coscienza di medici e farmacisti contro la prescrizione della cosiddetta "pillola del giorno dopo" da parte del Movimento per la Vita Italiano, anche l’Associazione Nazionale "Medicina&Persona" di Milano ha preso in giornata una analoga iniziativa. In un comunicato diffuso dalla presidenza si afferma che "una deontologia che si rispetti non può obbligare un professionista alla prescrizione di un farmaco ‘non salvavita’ in modo coercitivo. Sarebbe la fine del rapporto medico-paziente in cui la responsabilità e libertà di prescrizione, spettano solo al medico, che se ne assume la responsabilità". La nota sostiene anche che "il Ministero della Salute deve interrogarsi su cosa è ‘procreazione responsabile’ e quale opera educativa stia svolgendo a riguardo. La facilitazione dell’assunzione indiscriminata di contraccettivi e prodotti abortivi non educa la coppia a una sessualità consapevole, ma banalizza l’atto sessuale con l’esito di un uso strumentale di esso, disumano e a ulteriore rischio di patologia". Inoltre, aggiunge che "è paradossale pensare di prevenire l’aborto con un farmaco potenzialmente abortivo. E’ noto infatti che la ‘pillola del giorno dopo’ non è solo contraccettiva, ma probabilisticamente antinidatoria e come tale contrastante la sopravvivenza di un embrione già costituito".