"Una vicenda del genere prosegue la coordinatrice della Tavola della Pace – dimostra che è sempre più difficile ed artificioso fingere che ci siano degli eventi che non devono tener conto della vita delle persone. Invocare una sorta di neutralità dello sport rischia di diventare artificioso". A suo parere è importante "mantenere le relazioni con tutti perché è l’unico modo per chiedere la pace, la giustizia e parlare per quelli che non possono parlare". "Boicottare, ad esempio, significa sbattere delle porte precisa Bellini -, manifestare il proprio dissenso è invece legittimo. Credo sia anche importante distinguere tra la critica ad un governo e la critica ad un popolo". Rispetto al Tibet, come Tavola della Pace "critichiamo fortemente le scelte del governo cinese, non i cinesi o la Cina. Lo stesso è avvenuto e avviene con altri Paesi, al di là di ogni stereotipo o giudizio sulle culture". Anche se la cultura cinese, come altre, può essere diversa da quella occidentale "bisogna mantenere aperto lo scambio e la possibilità di parlare", sottolinea, sia "attraverso i rapporti con gli immigrati sul nostro territorio, sia nei modi con cui stabiliamo rapporti con i Paesi, utilizzando i canali che ci vengono offerti. Credo ci siano modi e scelte diverse che possono essere fatte anche all’interno degli accordi commerciali. La volontà di stabilire un dialogo può fornire anche i paletti". (pca)