Per il futuro delle relazioni tra ebrei e cattolici, è necessario rompere quella dinamica di "sospetti" che "pur essendo superati dai documenti e dai rapporti ufficiali" si ripresentano ciclicamente nella storia. Ad affermarlo è mons. Elio Bromuri, direttore del settimanale umbro "La Voce" ed esperto di ecumenismo e dialogo interreligioso in una nota di commento alla recente nota della Segreteria di Stato dopo la pubblicazione del nuovo "Oremus et pro Iudaeis" per l’edizione del Missale Romanum del 1962. "Questo stringato e secco documento vaticano scrive Bromuri – risponde alle critiche sollevate da alcuni noti esponenti del mondo ebraico, dichiarando che secondo la S. Sede nulla è cambiato nei rapporti tra cattolici ed ebrei rispetto a quanto affermato nel documento del Concilio Vaticano II e nei dialoghi intercorsi nei decenni trascorsi. Curiosamente tale nota non è riuscita a sedare del tutto le critiche, ma in compenso ha ottenuto consensi anche da alcuni rabbini stranieri". Bromuri ricorda a questo proposito che durante la sua visita negli Stati Uniti, Benedetto XVI incontrerà alcuni leader ebraici e visiterà due sinagoghe. (segue)