"La chiave interpretativa" per "far convergere in una visione d’insieme le tre grandi sfide del nostro mondo globalizzato: quella della qualità della vita, dell’identità dei popoli e dello sviluppo sostenibile" può essere "la sostenibilità, intesa come principio etico della dottrina sociale della Chiesa". Lo ha affermato oggi a Padova Karl Golser, docente di teologia morale presso lo Studio teologico-accademico di Bolzano-Bressanone, intervenuto al convegno promosso dalla Facoltà teologica del Triveneto su "Nuove prospettive sullo sviluppo a 40 anni dalla Populorum Progressio". È la sostenibilità per Golser "la vera risposta al problema della globalizzazione: non ha soltanto una dimensione rivolta al futuro nel mantenere la casa della vita per le generazioni future, ma ha pure la dimensione solidale con le regioni del mondo meno favorite". Osservando quindi che le encicliche "Populorum progressio e Sollicitudo rei socialis non riflettono ancora sul dialogo con le altre culture", il teologo ha auspicato che "l’enciclica sulla globalizzazione di Benedetto XVI, annunciata per l’inizio dell’estate prossima, possa entrare in merito a questa problematica, che non riguarda soltanto la dottrina sociale della Chiesa, ma anche il difficile problema di una teologia delle religioni in un contesto pluralistico". (segue)