"Cosa scarseggia nel mercato dell’intrattenimento, soprattutto in quello digitale? Sicuramente manca molto: realismo, veridicità, solidarietà e molto di più". Ma soprattutto "manca buonumore". Ad affermarlo, oggi pomeriggio alla Pontificia Università Santa Croce a Roma, Alfonso Nieto, nella "lectio magistralis" in occasione del conferimento, da parte dell’ateneo pontificio, della laurea "honoris causa" in Comunicazione sociale istituzionale. Nieto, che ha ricevuto il riconoscimento assieme al card. Ruini, nel 1976 fu il primo docente di Comunicazione in Spagna, e oggi è un’autorità internazionale in Economia della comunicazione. Il buonumore, ha precisato, è "la disposizione abituale dell’animo che scopre, elabora, diffonde aspetti positivi, amabili, dell’informazione o dell’intrattenimento con tale forza da suscitare un sorriso". "È una virtù propria dell’essere umano, dell’uomo che alla sua condizione di homo sapiens e di homo faber include quella di homo sorridens". E se "al buonumore è stato rubato tempo e spazio fino ad accantonarlo in una sezione del giornale mischiato con il cruciverba e l’indovinello, in una battuta, nel concorso per un premio", ora "è necessario aprire spazi e tempi che suscitino il sorriso in tutte o nella maggior parte delle pagine del giornale, della rivista, nei telegiornali, nella pubblicità".