FUNERALI FRATELLI PAPPALARDI: MONS. PACIELLO, "NON SEPPELLIRE IL LORO MESSAGGIO" (2)

Per il vescovo di Gravina, "le disavventure di tutti i bambini, le loro sparizioni, il loro sfruttamento, la loro solitudine, il bullismo degli adolescenti, gli abusi sui minori, l’alcolismo e la droga" sono solo "alcuni dei segnali di un malessere sociale profondo e generalizzato, voluto e da tanti favorito, davanti al quale si continua a tenere pervicacemente gli occhi chiusi". "Laggiù, Francesco e Salvatore certamente hanno invocato aiuto" ha osservato il presule. "Vorrei raccogliere quelle grida – ha aggiunto -, e da questa Cattedrale farle rimbalzare lì dove si decidono le sorti del nostro Paese e dei nostri paesi". "Non voglio strumentalizzare la morte dei fratellini, per lanciare anatemi – ha quindi precisato il vescovo -; ma non dobbiamo permettere che la morte di Ciccio e Tore lasci il mondo come si trova", perché "ciò che è avvenuto il 5 giugno 2006 e tutti gli altri episodi di cronaca che hanno riempito giornali e trasmissioni in questi anni" devono farci capire "in quale baratro si trova il mondo oggi; quanto siamo caduti in basso, non i gravinesi, ma la società, la cultura laicista che azzera i valori essenziali della natura umana e legalizza il disvalore della vita e della famiglia, la totale disattenzione ai bambini come soggetti di diritto di nascere e di scegliere". (segue)