Da cosa è condizionata la costruzione dell’identità femminile? Con quali modelli si confrontano le adolescenti di oggi, donne di domani? A queste domande ha cercato di dare risposte l’incontro del ciclo "Genitori e figli", organizzato ieri sera a Torino dal Gruppo Abele. "Non sono solo i cambiamenti fisici e una capacità sessuale diversa a condizionare la formazione dell’identità commenta al Sir Lucia Bianco, responsabile del progetto "Genitori e figli" -, ma anche modelli di riferimento legati a beni di consumo". "Le eroine dei fumetti delle nostre figlie le invitano a essere belle, le riviste propongono test sentimentali e consigli per il trucco, nei libri di scuola le mamme accudiscono la casa per figli e mariti, le Winks, evoluzione delle Barbie, rappresentano modelli sexi…", continua Bianco. "C’è un ritorno a vecchi modelli maschili e femminili molto rigidi" perché in realtà "dagli anni ’70 il contesto sociale non è cambiato più di tanto. Le pari opportunità si sono tradotte in un doppio lavoro per le donne, mentre per gli uomini non c’è stato un identificarsi in ruoli di cura, affettività. Infatti pur esistendo una legge che permette loro un permesso maternità, la percentuale che ne usufruisce è irrisoria, perché vorrebbe dire non far carriera".” ” ” “