"A 5 anni dall’inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003) nessuna promessa è stata mantenuta. L’Iraq oggi non ha autorità credibile né amministrazione efficiente, né la possibilità di fare passi verso la riconciliazione. La tragedia della guerra scatenata in Iraq ha calpestato indecentemente ogni prospettiva di pace e di giustizia, di democrazia e di libertà effettiva". La denuncia è di Pax Christi Italia ed è contenuta in una nota diffusa ieri, domenica di Pentecoste. Secondo l’organismo cattolico "sono stati anni di carneficina e disperazione, il prezzo pagato non giustifica gli impalpabili risultati raggiunti". Dopo 5 anni "resta un popolo che vuole dignità e risposte semplici al vivere quotidiano: acqua, elettricità, scuole, lavoro, strade, cibo. Resta una piccola comunità cristiana che non vuole essere confinata in alcuna riserva ma che desidera condividere il futuro dell’Iraq e non deve essere lasciata sola". Per Pax Christi "unica via" resta "la nonviolenza e il disarmo". Da qui la richiesta al nuovo governo e al parlamento "di rispettare la Costituzione, di avviare una politica di pace fatta di disarmo e di riduzione delle spese militari" e "a tutti noi una maggiore sobrietà di vita e il coraggio della povertà per non dissanguare i popoli che hanno quelle materie prime che sono spesso motivo di guerre".