Per padre Vöcking le nuove famiglie che si costituiscono – anche in relazione alle scelte dei giovani immigrati di celebrare matrimoni "misti" – sono "un fattore di rinnovamento della società in ogni suo ambito: culturale, economico, politico e sociale". "Favoriscono e sostengono la socializzazione dei membri della famiglia, e con il lodo dinamismo ha spiegato – contribuiscono alla cultura del dialogo e coltivano il senso della corresponsabilità". Da qui il suggerimento di promuovere "un dialogo autentico, con spazi d’ascolto attento e scambi reali tra le persone interessate, pietre vive del corpo ecclesiale". "L’altro ha poi aggiunto – va riconosciuto per ciò che egli è, e non per ciò che vorremmo che fosse". L’impegno politico e pastorale al fianco delle nuove famiglie si rivela "indispensabile, in quanto esse possono trasmettere valori e apportare un maggiore umanesimo alle generazioni di domani". In mattinata anche l’intervento di mons. Grzegorz Kaszak, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia, che ha citato "il mito demografico della sovrappopolazione, di quaranta anni fa, che ha creato una mentalità contraria alla vita e le cui previsioni si sono rivelate inesatte, tanto che alcuni paesi, soprattutto in Europa, sono fortemente colpiti dal fenomeno della denatalità".